I sei anni speciali di Bianca cominciano a fine maggio, durante gli ultimi giorni d'asilo della sua vita, quando ha festeggiato in classe, per salutare i suoi compagni e la sua maestra.
E questa è stata per lei GIOIA PURA numero uno.
Immaginate la felicità di un bambino alla sua festa di compleanno e moltiplicatelo per mille.
Bianca si sentiva così quel giorno.
La GIOIA PURA numero due è stata qualche giorno fa, quando ha festeggiato in un bellissimo parco con gli amici.
Un invito spedito agli amici per una festa semplice. Con cibi semplici fatti da me. E la natura come animatrice del gioco.
Non amo le feste super organizzate: con animazione, locali affittati, mille cose da mangiare e da bere.
A noi sono bastati un po' di dolci, delle pizzette, frutta fresca e secca e una bella torta, tutto fatto in casa. Io proprio non ci riesco, per i compleanni devo fare io, con le mie mani come dono prezioso.
Ho realizzato insieme a Bianca delle semplici bacchette magiche con dei bastoncini di legno e del tulle per le bambine e delle spade per i maschietti con rami e feltro.
Piccoli doni per perdersi fra gli alberi e inventarsi i giochi.
Da qualche anno poi, mi piace ripetere dei piccoli riti per festeggiare i compleanni:
- una maglietta personalizzata: l'anno scorso solo con il numero, quest'anno l'idea della foto con le dita l'ha avuta direttamente Bianca!;
- la scelta del menù del festeggiato;
- un libro fotografico che ci ricorda l'anno passato e quanto si è cresciuti! (qui l'ultimo di Lorenzo e qui quello fresco fresco di Bianca!
E' voi? Come li festeggiate i compleanni?
Visualizzazione post con etichetta il mondo dei bambini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il mondo dei bambini. Mostra tutti i post
luglio 24, 2013
ottobre 01, 2012
... buonanotte ...
Come date la buonanotte ai vostri bambini?
Io, due figli due mondi diversi: Lorenzo che ancora adesso sente forte il bisogno di essere accompagnato e Bianca che da sempre deve essere lasciata sola per addormentarsi.
E' chiaro che per il genitore medio il secondo caso è "il sogno"...!
Diciamo che uno su due è andata bene.
Ma è con Lorenzo che anche su questo argomento, mi "faccio le ossa" come genitore.
Lorenzo ha paura ad addormentarsi, da sempre e ancora adesso all'alba dei dieci anni. La notte lo spaventa, non proprio la notte in quanto buio, ma la notte come momento nel quale non siamo coscienti. E' l'attimo nel quale ti devi abbandonare fiducioso a qualcosa che non sai che lo terrorizza, quindi qualcuno DEVE SEMPRE stare con lui in questo momento. In fondo, se ci pensate bene, è un po' come buttarsi nel vuoto, ci vuole un certo coraggio...!
Quando i bambini sono piccoli, questa "opzione" la metti pure in conto, ma da grandicelli è davvero dura. E' non bastano le mille rassicurazioni, le fiabe, la lucina, Teddy, niente da fare, regna la disperazione (sua e nostra!).
Da un po' di tempo, da quando la lettura insieme alla geografia è diventata una sua passione, succede che a letto ci va con un libro in mano. E legge. Legge a volte per ore.
Non è che la paura sia passata del tutto, intendiamoci, ma quel mondo fantastico chiuso dentro un libro lo aiuta a distendersi (e anche a sfiancarsi del tutto), finchè sopraggiunge quel sonno pesante che nessuna palpebra può reggere.
Così adesso la sera è un po' più semplice e anche estremamente meraviglioso osservare un bambino leggere con tanta passione.
All'inizio era Geronimo Stilton, ogni tanto è Topolino, adesso Michael Ende ("La terribile banda dei tredici pirati").
Poi a volte, c'è anche qualcun'altro a fargli compagnia!
Io, due figli due mondi diversi: Lorenzo che ancora adesso sente forte il bisogno di essere accompagnato e Bianca che da sempre deve essere lasciata sola per addormentarsi.
E' chiaro che per il genitore medio il secondo caso è "il sogno"...!
Diciamo che uno su due è andata bene.
Ma è con Lorenzo che anche su questo argomento, mi "faccio le ossa" come genitore.
Lorenzo ha paura ad addormentarsi, da sempre e ancora adesso all'alba dei dieci anni. La notte lo spaventa, non proprio la notte in quanto buio, ma la notte come momento nel quale non siamo coscienti. E' l'attimo nel quale ti devi abbandonare fiducioso a qualcosa che non sai che lo terrorizza, quindi qualcuno DEVE SEMPRE stare con lui in questo momento. In fondo, se ci pensate bene, è un po' come buttarsi nel vuoto, ci vuole un certo coraggio...!
Quando i bambini sono piccoli, questa "opzione" la metti pure in conto, ma da grandicelli è davvero dura. E' non bastano le mille rassicurazioni, le fiabe, la lucina, Teddy, niente da fare, regna la disperazione (sua e nostra!).
Da un po' di tempo, da quando la lettura insieme alla geografia è diventata una sua passione, succede che a letto ci va con un libro in mano. E legge. Legge a volte per ore.
Non è che la paura sia passata del tutto, intendiamoci, ma quel mondo fantastico chiuso dentro un libro lo aiuta a distendersi (e anche a sfiancarsi del tutto), finchè sopraggiunge quel sonno pesante che nessuna palpebra può reggere.
Così adesso la sera è un po' più semplice e anche estremamente meraviglioso osservare un bambino leggere con tanta passione.
All'inizio era Geronimo Stilton, ogni tanto è Topolino, adesso Michael Ende ("La terribile banda dei tredici pirati").
Poi a volte, c'è anche qualcun'altro a fargli compagnia!
*** Buona*notte ***
aprile 30, 2012
un pomeriggio
_ pioggia fuori
__capricci dento
___nervi per aria
poi un po' di musica e tutto si trasforma
salti, gioia, felicità, abbracci tra fratelli, quelli veri che piace dare e ricevere
i corpi che si sciolgono
e il pomeriggio è diverso, anche se grigio e bagnato.
Io intanto ho scoperto questo blog.
Le foto mi emozionano; niente di artificiale, solo la bellezza della realtà.
__capricci dento
___nervi per aria
poi un po' di musica e tutto si trasforma
salti, gioia, felicità, abbracci tra fratelli, quelli veri che piace dare e ricevere
i corpi che si sciolgono
e il pomeriggio è diverso, anche se grigio e bagnato.
Io intanto ho scoperto questo blog.
Le foto mi emozionano; niente di artificiale, solo la bellezza della realtà.
novembre 24, 2011
il disegno libero e spontaneo nel bambino
In un asilo steineriano, può capitare di
assistere ad una meravigliosa lezione sul tema del
disegno.
Qui di seguito riporto una sintesi tratta dai miei appunti riordinati, con l'aggiunta di qualche disegno di Bianca.
Ci tengo a sottolineare che quanto scritto di seguito è una mia interpretazione, anche in base alla mia esperienza di mamma e all'osservazione dell'eveluzione del disegno nei miei figli.
Tante cose si possono capire dall'osservazione del disegno spontaneo. Principalmente il bambino parla di quello che succede dentro e fuori di lui. Ovviamente questo avviene in modo inconsapevole.
I bambini andrebbero sempre lasciati liberi di disegnare, in modo spontaneo. Questo permette loro di conquistare tutte le fasi di un fantastico processo.
Il disegno è un linguaggio universale. Dai primi scarabocchi il disegno si evolve seguendo tappe ben precise, le stesse per ogni bambino, le stesse in ogni paese, in ogni cultura. Se questo processo rallenta o si interrompe, per esempio per eventi traumatici, riprenderà più avanti e le tappe verranno raggiunte, magari in tempi più ristretti.
Il primo disegno è uno SCARABOCCHIO. E' il segno di un gesto che lascia una traccia. Questo gesto è ancora scoordinato, ma piano piano il bambino prende gusto per questo gesto e sperimenta nuove cose.
In questa fase il bambino si trova ancora immerso nel suo caos di stimoli che non è in grado ancora di organizzare.
Dallo scarabocchio prende forma la SPIRALE. E' un segno che comincia a percepire un centro.
Il bambino comincia a scoprire se stesso.
La spirale si chiude. Ecco il CERCHIO. Che scoperta stupefacente!
Il bambino ha circa tre anni e comincia il suo percorso di differenziazione dagli altri. Questo segno lo rappresenta.
Il cerchio si arricchisce. Di un PUNTINO al suo interno, di raggi verso l'interno, e di RAGGI verso l'esterno: compare il primo SOLE.
Il bambino cerca un contatto verso l'esterno.
Il sole prende vita, nasce un VISO. La prima cosa che il bambino disegna.
Il bambino riconosce se stesso e gli altri.
Il sole, che a questo punto è diventato un volto con occhi, naso, bocca e capelli, si arricchisce di due LINEE VERTICALI che scendono verso il basso e mette le radici. Compaiono i primi piedi grossi.
Il bambino comincia ad avere la percezione del suo corpo.
Dal viso spuntano due LINEE ORIZZONTALI: le braccia con mani grosse.
Il bambino scopre le sue mani, uno strumento per fare e giocare.
Nel bambino nasce la percezione di se stesso in rapporto al mondo e la necessità di protezione: compaiono le prime CASE e i disegni raffigurano persone dentro case o automobili. Questa rappresentazione si evolve fino ad "appoggiare" la casa su una linea orizzontale che è la TERRA. (4 anni e mezzo)
Nelle raffigurazioni della casa compaiono le FINESTRE. Il bambino diventa grande; nella sicurezza della sua casa guarda fuori il mondo.
La coscienza del bambino si sveglia.
Il bambino ha voglia di mostrarsi e arrivano le prime rappresentazioni dell'interno delle case. (5 anni)
Ad un certo punto spuntano gli ALBERI. La similitudine tra rami e collegamenti nervosi/cerebrali è immediata. Dopo questa conquista le capacità di percezione del mondo e il linguaggio del bambino aumentano.
D'ora in poi il bambino sarà in grado di rappresentare nel disegno ciò che succede intorno a lui.
Arrivano le prime rappresentazioni delle PAURE (5/6 anni).
In questo periodo troviamo disegni SIMMETRICI, MONTAGNE che rappresentano le forze che premono per uscire (sto' perdendo i denti).
Il disegno è gioia, libertà, crescita. Gli adulti NON DEVONO interferire in questo meraviglioso processo.
IL MOMENTO DEL DISEGNO A CASA:
ho individuato a casa un angolo tranquillo per il disegno. Un tavolino e delle sedie (si disegna ben seduti al tavolo e non a terra, almeno fino ad una certa età), qualche ripiano per avere tutto l'occorrente a portata di mano. Ho usato barattoli per matite e pastelli, cestini per mattoncini e pastelli a cera, altri contenitori per forbici, timbrini, temperini. Con il materiale così disposto i bambini sono incentivati a riordinare dopo il disegno, avendo cura di tutto l'occorrente.
Abbiamo rivisto la gestione dei fogli. Prima utilizzavamo molto i fogli di recupero (tantissimi provenienti dall'ufficio!). Adesso facciamo così: conserviamo separatamente i fogli bianchi da quelli da recupero. Il Disegno si fa su un foglio "bello": il disegno è importante e di valore, non possiamo realizzarlo su un foglio di scarto. I bambini mettono così più attenzione nel disegno che diventa meno "isterico" (è comune nei bambini prendere un foglio, fare due scarabocchi e gettarlo). I fogli di recupero vengono usati per ritagliare, incollare, ecc. Altra regola: il Disegno NON si taglia.
All'inizio pensavo di non riuscire a gestire tutto questo a casa. Soprattutto perchè mi sembrava di dover essere troppo presente durante il disegno dei bambini per poter curare tutte queste "regole". Di solito quando i bambini disegnano sono tranquilli e io ne approfitto per fare altro.
Invece è stato sorprendente! Abbiamo organizzato lo spazio insieme, preparando il tavolo, sistemando i pastelli e i fogli, spiegando le nuove abitudini per disegnare bene. E' stato sufficiente indicare queste poche nuove regole e i bambini le hanno accettate subito con gioia.
Il risultato? Disegni meravigliosi, ordine e cura nei materiali!
Presi dall'entusiaso poi, abbiamo realizzato qualche altro "strumento" per il momento del disegno. Ma di questo vi parleremo in un'altra puntata! ;-)
Qui di seguito riporto una sintesi tratta dai miei appunti riordinati, con l'aggiunta di qualche disegno di Bianca.
Ci tengo a sottolineare che quanto scritto di seguito è una mia interpretazione, anche in base alla mia esperienza di mamma e all'osservazione dell'eveluzione del disegno nei miei figli.
***
Cosa
c'è di più bello che osservare un bambino mentre disegna? E' totalmente
immerso in questa attività da sembrare quasi in un'altra dimensione.Tante cose si possono capire dall'osservazione del disegno spontaneo. Principalmente il bambino parla di quello che succede dentro e fuori di lui. Ovviamente questo avviene in modo inconsapevole.
I bambini andrebbero sempre lasciati liberi di disegnare, in modo spontaneo. Questo permette loro di conquistare tutte le fasi di un fantastico processo.
Il disegno è un linguaggio universale. Dai primi scarabocchi il disegno si evolve seguendo tappe ben precise, le stesse per ogni bambino, le stesse in ogni paese, in ogni cultura. Se questo processo rallenta o si interrompe, per esempio per eventi traumatici, riprenderà più avanti e le tappe verranno raggiunte, magari in tempi più ristretti.
Il primo disegno è uno SCARABOCCHIO. E' il segno di un gesto che lascia una traccia. Questo gesto è ancora scoordinato, ma piano piano il bambino prende gusto per questo gesto e sperimenta nuove cose.
In questa fase il bambino si trova ancora immerso nel suo caos di stimoli che non è in grado ancora di organizzare.
Dallo scarabocchio prende forma la SPIRALE. E' un segno che comincia a percepire un centro.
Il bambino comincia a scoprire se stesso.
La spirale si chiude. Ecco il CERCHIO. Che scoperta stupefacente!
Il bambino ha circa tre anni e comincia il suo percorso di differenziazione dagli altri. Questo segno lo rappresenta.
Il cerchio si arricchisce. Di un PUNTINO al suo interno, di raggi verso l'interno, e di RAGGI verso l'esterno: compare il primo SOLE.
Il bambino cerca un contatto verso l'esterno.
Il sole prende vita, nasce un VISO. La prima cosa che il bambino disegna.
Il bambino riconosce se stesso e gli altri.
Il sole, che a questo punto è diventato un volto con occhi, naso, bocca e capelli, si arricchisce di due LINEE VERTICALI che scendono verso il basso e mette le radici. Compaiono i primi piedi grossi.
Il bambino comincia ad avere la percezione del suo corpo.
Dal viso spuntano due LINEE ORIZZONTALI: le braccia con mani grosse.
Il bambino scopre le sue mani, uno strumento per fare e giocare.
Nel bambino nasce la percezione di se stesso in rapporto al mondo e la necessità di protezione: compaiono le prime CASE e i disegni raffigurano persone dentro case o automobili. Questa rappresentazione si evolve fino ad "appoggiare" la casa su una linea orizzontale che è la TERRA. (4 anni e mezzo)
Nelle raffigurazioni della casa compaiono le FINESTRE. Il bambino diventa grande; nella sicurezza della sua casa guarda fuori il mondo.
La coscienza del bambino si sveglia.
Il bambino ha voglia di mostrarsi e arrivano le prime rappresentazioni dell'interno delle case. (5 anni)
Ad un certo punto spuntano gli ALBERI. La similitudine tra rami e collegamenti nervosi/cerebrali è immediata. Dopo questa conquista le capacità di percezione del mondo e il linguaggio del bambino aumentano.
D'ora in poi il bambino sarà in grado di rappresentare nel disegno ciò che succede intorno a lui.
Arrivano le prime rappresentazioni delle PAURE (5/6 anni).
Dalle finestre della casa guardo fuori il mondo e a volte questo mondo mi fa un po' paura.
Arriva la MATURITA' SCOLARE. Nasce la consapevolezza di crescere. Subentra una stasi nel disegno, una sorta di noia.
Maestra, cosa disegno?
Questo
momento rappresenta una tappa importante. E' necessario lasciar vivere
al bambino questo momento di "crisi" senza interferire o suggerirgli
strumenti di uscita. Questo atteggiamento, duro e difficile da mantenere
per i genitori e i maestri, permetterà al bambino di tirare fuori le
forze nuove, caratteristiche del secondo settennio.In questo periodo troviamo disegni SIMMETRICI, MONTAGNE che rappresentano le forze che premono per uscire (sto' perdendo i denti).
Il disegno è gioia, libertà, crescita. Gli adulti NON DEVONO interferire in questo meraviglioso processo.
Solo così il disegno ci parla e ci racconta di come stanno i nostri bambini.
IL MOMENTO DEL DISEGNO IN ASILO:
I
bambini distribuiscono i fogli e consegnano i cestini con i mattonici.
Ogni bambino fa un disegno alla volta e utilizza entrambe le facciate
del foglio. E' importante insegnare la cura dei materiali.
ho individuato a casa un angolo tranquillo per il disegno. Un tavolino e delle sedie (si disegna ben seduti al tavolo e non a terra, almeno fino ad una certa età), qualche ripiano per avere tutto l'occorrente a portata di mano. Ho usato barattoli per matite e pastelli, cestini per mattoncini e pastelli a cera, altri contenitori per forbici, timbrini, temperini. Con il materiale così disposto i bambini sono incentivati a riordinare dopo il disegno, avendo cura di tutto l'occorrente.
Abbiamo rivisto la gestione dei fogli. Prima utilizzavamo molto i fogli di recupero (tantissimi provenienti dall'ufficio!). Adesso facciamo così: conserviamo separatamente i fogli bianchi da quelli da recupero. Il Disegno si fa su un foglio "bello": il disegno è importante e di valore, non possiamo realizzarlo su un foglio di scarto. I bambini mettono così più attenzione nel disegno che diventa meno "isterico" (è comune nei bambini prendere un foglio, fare due scarabocchi e gettarlo). I fogli di recupero vengono usati per ritagliare, incollare, ecc. Altra regola: il Disegno NON si taglia.
All'inizio pensavo di non riuscire a gestire tutto questo a casa. Soprattutto perchè mi sembrava di dover essere troppo presente durante il disegno dei bambini per poter curare tutte queste "regole". Di solito quando i bambini disegnano sono tranquilli e io ne approfitto per fare altro.
Invece è stato sorprendente! Abbiamo organizzato lo spazio insieme, preparando il tavolo, sistemando i pastelli e i fogli, spiegando le nuove abitudini per disegnare bene. E' stato sufficiente indicare queste poche nuove regole e i bambini le hanno accettate subito con gioia.
Il risultato? Disegni meravigliosi, ordine e cura nei materiali!
Presi dall'entusiaso poi, abbiamo realizzato qualche altro "strumento" per il momento del disegno. Ma di questo vi parleremo in un'altra puntata! ;-)
luglio 27, 2011
Birthday Gift Basket
Un semplice cestino con dentro regali semplici, fatti con il cuore.
Giocattoli semplici, ma immensi, che offrono svariate possibilità di gioco, che aprono mondi pieni di fantasia.
Mi piace questo nuovo modo di festeggiare i compleanni dei bambini. E questo di Bianca è stato bello e speciale come quello di Lorenzo.
L'ispirazione Waldorf mi ha portata ad essere più consapevole rispetto alla scelta dei giocattoli. Siamo noi genitori che dobbiamo scegliere per i nostri figli giocattoli belli da vedere e da toccare. Giocattoli veri, non caricature della realtà.
Nel cestino Bianca ha trovato dei teli colorati (per i travestimenti, ma lei li usa anche come fascia porta bebè per la sua bambola), un cavallino di legno, un amico gnometto e una divertentissima palla cometa che stà facendo strage di bambini al mare!
Giocattoli semplici, ma immensi, che offrono svariate possibilità di gioco, che aprono mondi pieni di fantasia.
Mi piace questo nuovo modo di festeggiare i compleanni dei bambini. E questo di Bianca è stato bello e speciale come quello di Lorenzo.
L'ispirazione Waldorf mi ha portata ad essere più consapevole rispetto alla scelta dei giocattoli. Siamo noi genitori che dobbiamo scegliere per i nostri figli giocattoli belli da vedere e da toccare. Giocattoli veri, non caricature della realtà.
Nel cestino Bianca ha trovato dei teli colorati (per i travestimenti, ma lei li usa anche come fascia porta bebè per la sua bambola), un cavallino di legno, un amico gnometto e una divertentissima palla cometa che stà facendo strage di bambini al mare!
giugno 06, 2011
rope swing!
Con un pò di corda e un pezzo di legno si fanno felici i bambini, lo sapevate?
Basta forare un pezzo di legno, anche circolare se lo avete, infilarci un pezzo di corda, annodare e ...
Basta forare un pezzo di legno, anche circolare se lo avete, infilarci un pezzo di corda, annodare e ...
dondolarsi!
Ci si spinge sempre più forte e il divertimento è assicurato!
Per bambine spericolate e quando ci si stanca ... anche per la bambola del cuore!
maggio 11, 2011
disegni di pane
A proposito di manipolazione.... ma a voi è mai capitato di mangiare un pane/disegno così?
un dono di Bianca a tutta la famiglia.
... in un tranquillo lunedì mattina, in un asilo Waldorf.
marzo 24, 2011
una città di cartone
Certe volte i bambini sanno concentrarsi in un modo così forte, intenso, determinato, che stupiscono davvero.
Come questa volta che la passione di Lorenzo per le mappe e le cartine lo ha portato a creare questa città di cartone: strade, ferrovia e stazione, boschi, laghetto, mare con porto... insomma... non manca nulla!
Ogni tanto questa città sparisce, ogni tanto ritorna nel nostro soggiorno e i bambini giocano silenziosi....
e guardarli è una spasso!
Morale: per giocare con gioia e serenità basta poco, anzi no, basta tanta, tanta fantasia e libertà di fare!



Iscriviti a:
Post (Atom)















































