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febbraio 13, 2013

ghirlanda di cuori

Ieri, per preparaci a s. Valentino un po' a modo nostro, abbiamo realizzato questa semplice e veloce ghirlanda.
Per fortuna abbiamo anticipato i tempi, perchè oggi qui si respira aria di influenza...

L'idea l'abbiamo presa da questo blog, una miniera di spunti, soprattutto per le ghirlande, appunto!

Tagliare un po' di carta a forma di bandierine
Giocare con i polpastrelli e fare tante impronte a ♥
un po' di colla e un filo di lana
e...
ta-dah! è presto fatto, non rimane che scegliere dove attaccarla!
A noi piace un sacco in cucina, sul nostro muro lavagna!
...dimenticavo...

BUON S. VALENTINO!

febbraio 10, 2013

carnevale

Qualche settimana fa sono arrivate le ordinazioni:
cavaliere jedi e fatina del ghiaccio.

Io ovviamente ho tirato tardi come mio solito, ma tutto era pianificato (piùomeno).

Per il cavaliere jedi ho trovato in internet tanti bellissimi tutorial, ma alla fine l'unica cosa fatta da noi è stata la spada laser: un bastone colorato di azzurro (laser) con un po' di nastro adesivo nero (manico).
Un paio di pantaloni chiari attillati, una grande camicia, cinturone, parascarpe e via!

Per la fatina del ghiaccio ho confezionato un camicione in feltro (così tiene anche caldo!) con applicate le sagome di ghiaccio e foglie. Una calzamaglia bianca, parascarpe legate con un po' di tulle, coroncina e bacchetta magica. Me la sono cavata con: feltro bianco, glitter, tulle, legnetto e un po' di elastico.

E' bello preparare i vestiti di carnevale in casa con l'aiuto dei bambini. Anche se il risultato non è perfetto, secondo me il carnevale è più bello così!
Bianca continua a guardare invidiosa le bambine con il perfettissimo vestito da principessa, io tengo duro. Ma poi, secondo voi, può essere il vestito adatto a lei?!!



luglio 31, 2012

.. arcobaleno ..

Lo avevamo visto in un negozio, durante le nostre vacanze in Puglia a giugno e con Bianca ci eravamo promesse di rifarlo a casa.

Occorrono poche e semplici cose:
- della canna d'india al naturale (quella per intrecciare i cestini), io l'ho trovata qui;
- nastri colorati, ma anche strisce di stoffa;
- una pinzatrice;
- del filo di cotone.

Abbiamo formato un cerchio con la canna e tagliato tante strisce colorate da 100 cm circa.
- Per la misurazione abbiamo usato il metro costruito da Lorenzo a scuola!! -
Con l'aiuto di punti metallici abbiamo fissato i nastri alla canna.
Infine abbiamo unito quattro fili di cotone per appendere.

Lo abbiamo appeso in giardino, in attesa della prima folata di vento!


Buon inizio di settimana a tutti!!

maggio 21, 2012

. la natura insegna .

. che ogni cosa arriva al momento giusto, basta saper aspettare .
. la gioia di gesti antichi ritrovati .
. i ricordi di me bambina mentre nascosta nell'orto di mio nonno rubavo tutti i piselli direttamente dalla pianta e li mangiavo crudi, così freschi e dolci .
. l'abilità nelle dita e nelle mani, alla faccia della prescrittura .
. a stare insieme .

1 kg di piselli per il pranzo di domani, già pronti nei pentolini per la scuola.

aprile 18, 2012

toppe mostruose O_o

Non so voi, ma il mio passatempo serale è diventato rattoppare i pantaloni dei bambini!

Con questi jeans però mi sono divertita! E l'idea viene da qui.

marzo 24, 2012

kauni - tunic

L'ispirazione arriva da qui. Non ci sono parole per descrivere le meravigliose tuniche di Waldorf mama...
I colori e le sfumature incantano. Io passo ore a guardarle e riguardarle!

Così ho deciso di provare a farne una per Bianca.
Interamente lavorata con i ferri cicolari (niente cuciture! wow!). Ho usatato la mia amattisima kauni, lavorata insieme ad un filo di mohair tonalità verde, per rendere il tutto più morbido.
Ho preso due misure e cominciato senza schema. Ho disfato tante volte e rifatto, ma alla fine ... ta-da!

Che bello! In alcuni punti ci sono delle imprecisioni, il risultato è ben lontano dai capolavori di waldorf mama, ma per essere la "mia prima" direi che sono più che soddisfatta!
In questa stagione, questa tunica è perfetta: la lana protegge tronco e spalle dal venticello dal sapore ancora invernale, ma le braccia restano libere e si può correre e giocare sotto il sole senza sudare. 


febbraio 03, 2012

i giorni della merla : la leggenda

Quest'anno sono davvero giorni freddi! Gli ultimi tre giorni di gennaio, o giù di lì. I giorni della merla.
Ecco una delle tante versioni della leggenda d'inverno che abbiamo letto a casa.
Era un inverno molto, molto freddo. Il mese di Gennaio, quell’anno, si era messo davvero d’impegno per tener fede alla sua fama di mese gelido e ventoso. La neve era alta, ed uno strato di ghiaccio ricopriva le fontane, i ruscelli, i laghetti...per la gioia dei bambini, che potevano divertirsi a pattinare, slittare, scivolare su quelle superfici a specchio che riflettevano i raggi di un pallido sole.
Perfino il fuoco, acceso in ogni piccola e grande casa del paese, sembrava non scaldare abbastanza; nelle camere e nelle soffitte, qualche volta, al mattino si scopriva che il gelo della notte aveva perfino fatto ghiacciare l’acqua nei secchi e nei lavandini.
La gente camminava intirizzita, usciva il meno possibile, cercava di impegnarsi nei lavori più faticosi anche per scaldarsi un po’. I più fortunati potevano permettersi, nelle sere buie, di condividere un sorso di Glühwein con la famiglia o con gli amici, nel tepore della casa. "Finirà, anche questo Gennaio..." dicevano tutti, ed aspettavano con ansia il mese di Febbraio: certo, l’inverno non sarebbe finito subito, ma sarebbe diventato più mite, meno pungente, e tutti avrebbero cominciato a sentire l’avvicinarsi della primavera.
Non solo gli uomini, ma anche gli animali stavano passando giorni difficili, con tutto quel freddo e quel ghiaccio. Era un problema procurarsi il cibo, ripararsi dal vento, trovare un poco di sollievo...si sa, gli animali non sono in grado di accendere fuochi, e non sono capaci di fare il Glühwein!
Una merla, irrequieta e dispettosa per carattere, si sentiva particolarmente agitata e non vedeva l’ora che il freddo finisse...imprecando contro il mese di Gennaio, decise un bel giorno di andarlo a trovare, di dirgli tutto quello che pensava di lui e di prenderlo un po’ in giro perché ormai stava per finire. A quei tempi, infatti, Gennaio era il mese più corto dell’anno ed aveva solo ventotto giorni.
Volando, volando, riuscì a raggiungere l’alta montagna dove abitava quel mese così poco gentile. Qui giunta, la merla (che aveva un bel piumaggio nero lucido ed un becco giallo molto brillante, come il suo compagno) cominciò a sfottere il mese di Gennaio: "Ci hai fatto soffrire, con il tuo ghiaccio ed il tuo vento, eh? Ti sei divertito? Ci hai fatto tremare di freddo e patire la fame per tutti questi giorni, ma oggi è il 28, è l’ultimo giorno! Hai finito di perseguitarci, per quest’anno, adesso arriva Febbraio e potremo respirare....alla fine, te ne devi andare anche tu!"

Il mese di Gennaio, offeso e contrariato, sembrò non interessarsi più di tanto ai discorsi di quell’uccello fastidioso, non rispose subito, ma aspettò con calma che la merla si sfogasse e, alla fine, l’ammonì: "Stai attenta, perché non è detta l’ultima parola!". Sicura del fatto suo, la merla non ci badò e spiccò il volo per tornare al suo paese ed aspettare l’arrivo del mite Febbraio.
Ma Gennaio non si diede per vinto: irritato dal comportamento della merla, andò subito a trovare il suo vicino di casa, Febbraio, e tanto disse e tanto fece da convincerlo a regalargli tre giorni: quelli che sarebbero stati i primi tre giorni di Febbraio diventarono gli ultimi di Gennaio. Per dispetto a chi si era preso gioco di lui, Gennaio durante quei tre giorni ce la mise tutta per vendicarsi. Il freddo fu talmente intenso che perfino il fiato si ghiacciava nell’aria. La merla, pentita della sua presunzione, non poté fare altro che cercare un po’ di sollievo vicino ad un camino fumante. Passò tutti i tre giorni vicino a quel camino e riuscì a difendersi dal freddo; prese però tanto di quel fumo che, dopo quei tre giorni, tutte le sue piume e perfino il suo becco erano diventati grigi, e non tornarono mai più come prima.

Per questo, da allora in poi, il mese di Febbraio è diventato il più corto dell’anno, la merla è di color grigio fumo (mentre il merlo è sempre nero con il becco giallo) e gli ultimi tre giorni di Gennaio, i più freddi di tutto l’inverno, sono chiamati "i giorni della merla".


Adesso quando guardiamo i merli che arrivano fin sotto la nostra finestra, pensiamo a questa storiella.

Intanto, dopo una breve sosta al parco all'uscita da scuola, i pomeriggi passano a casa al caldo, con tisana roibos e biscotti alla zucca.
Oggi, con un giorno di ritardo, abbiamo festeggiato la candelora (qui l'anno scorso e qui l'anno prima) preparando dei porta candele con tanti vasetti di yougurt messi da parte.
L'idea non è nostra, l'abbiamo presa qui.

Forse, forse, visto il tempo e il proverbio, quest'anno abbiamo la speranza di avere la primavera più vicina!

gennaio 24, 2012

pantofole in feltro

Quando ho scoperto questo schema per realizzare delle pantofole in feltro ho esultato. Era tanto che cercavo e questo è davvero semplice.

Io sono riuscita comunque a metterci un po' di tempo per realizzarle e ad indovinare la misura.
Le pantofoline di Bianca per l'asilo erano ormai piccole e così dopo Natale sono arrivate queste nuove, decisamente calde e morbide!
Quando i piedi stanno al caldo, avvolti nella lana, è tutta un'altra cosa! E io sono felice di sapere che i piedini di Bianca vengono coccolati dalle mie pantofoline mentre lei è in asilo!
Ora devo impostare la taglia 37 per Lorenzo, anche le sue ciabatte di scuola sono al capolinea...!


Il pattern originale arriva da qui. Io le ho realizzate con 100% lana vergine Filzwolle pop, colore 71. Infeltrite in lavatrice con due lavaggi a 40°. Ho poi cucito una suola in feltro e completato con dei pallini antiscivolo realizzati con questo speciale lattice antiscivolo per calze.

Rispetto allo schema iniziale ho aggiunto una modifica: ho realizzato due fascette con la stessa lana, cucite da un lato e fermate dall'altro con un bottone.

Se non avete in casa dei bei bottoni potete fare così: forare delle rondelline di legno, molto natural style!

Bene, penso di avervi detto tutto; se vi piacciono non vi resta che inforcare i ferri!


dicembre 04, 2011

Natale handmade: scaldamuscoli + cuore

Anche quest'anno sono tremendamente in ritardo sulla tabella di marcia. Mancano troppi pochi giorni a Natale e ho un sacco di cose ancora da preparare! E quante idee in testa!
Ho deciso che alle fantastiche cuginette di Bianca (povero Lorenzo, sono tutte femmine!!!) regaleremo un paio di scaldamuscoli con una spilla a forma di cuore. Tutto a maglia, ovviamente! ;-)


Per gli scaldamuscoli ho seguito lo schema di Claudia, pubblicato qualche tempo fa anche su i piccolini.
La lana utilizzata: Lamb's Pride. Belli i colori, le sfumature, calda e morbida da lavorare.

 Per il cuore ho utilizzato la Kauni. Per questo filato dico solo una cosa: ne sono innamorata, anche se un po' "pungente". I colori sono meravigliosi.
Per questo cuore ho usato un rosso "vero" e "puro".
Sul retro ho cucito un disco in feltro e applicato una spilla.
 Ecco lo schema:

- avviare 2 maglie;
- 1 f: aumBdir (lavorare una maglia dritto e, senza farla cadere lavoare una aseconda volta a dritto prendendola dal dietro), 1 D (3 m);
- 2 f: tutto a rovescio (così per ogni ferro pari);
- 3 f: 1 D, [1 aum,1D] x 2 volte (5m);
- 5 f: 2 D, 1 aum, 1D, 1 aum, 2D (7m);
- 7f: 3D, 1aum, 1D, 1aum, 3D (9m);
- 9f: 4D, 1aum, 1D, 1aum, 4D (11m);
-11f: 5D, 1aum, 1D, 1aum, 5D (13m);
-13f: 6D, nella m. seg. fare 1 aum. lavorando 1D nella maglia del ferro prec. prendendola dal dietro e poi lav. norm. la m. seg a D, 6D (14m);
-15f: 1acc, 3D, 2ins. a D; 
voltare il lavoro e proseguire su queste 5 m. lasciando le altre in sospeso.
-17f: 1acc, 1D, 2ins. D (3m);
-18f: 3 ins. a ROV. ritorto. Affrancare il filo.
Ripetere la stessa cosa dal ferro n. 17 sulle maglie in sospeso.

Adattare questo schema alla misura finale che si desidera ottenere. Basta aggiungere ferri con gli aumenti.

Un'ultima cosa: quanto sto' bene a casa a sferruzzare, invece di farmi venire l'emicrania in qualche centro commerciale a caccia di regali!

E poi si sa, un regalo fatto a mano è un regalo fatto con il cuore, no?!